Il packaging sostenibile dal punto di vista del consumatore

sostenibilità packaging

“Gutta cavat lapidem” recitavano i latini, ovvero “La goccia perfora la pietra”.

Sono le piccole azioni, unite ad una buona dose di costanza, che portano ai veri cambiamenti.

Ne sono convinti anche gli italiani che, sempre più interessati al tema della salvaguardia ambientale, riconoscono la responsabilità che ricoprono nel ruolo di consumatori e sono pronti ad adottare nuovi stili di vita e abitudini, in nome della rivoluzione green. Come dimostra una ricerca effettuata da Nomisma in collaborazione con l’Università di Padova, il 33% della popolazione ha dato ancora più centralità alla sostenibilità ambientale a seguito dell’emergenza sanitaria, mentre il 27% la considerava una priorità già da prima.

L’attenzione verso l’ambiente ha ovviamente condizionato anche i consumi, al punto da diventare un vero e proprio driver di scelta: secondo la stessa ricerca, il 75% dei consumatori preferisce acquistare da produttori che scelgono materie prime di origine naturale e packaging sostenibile.

Cosa rende un prodotto sostenibile agli occhi del consumatore?

Nel caso specifico del settore agroalimentare, dalla ricerca sopracitata emergono quelli che sono i principali aspetti che contribuiscono a definire la sostenibilità del prodotto:

  • Metodo di produzione (33%);
  • Caratteristiche del packaging (32%);
  • Filiera e origine delle materie prime (22%);
  • Responsabilità etica e sociale (13%).
Cosa rende un prodotto sostenibile agli occhi del consumatore

L’imballaggio si conferma un elemento in grado di incidere in maniera rilevante sulla percezione della sostenibilità del prodotto nel suo complesso, al punto da divenire il principale criterio di scelta per il 71% degli intervistati.

La ricetta per il perfetto packaging sostenibile

Quali sono allora le caratteristiche che l’imballaggio deve assolutamente avere, affinché influenzi positivamente il processo d’acquisto del consumatore?

  • Assenza di overpackaging (55%);
  • Riciclabilità (43%);
  • Presenza di materie prime da fonti rinnovabili o a ridotte emissioni di CO2 (43%);
  • Presenza di materiale compostabile o biodegradabile (41%);
  • Completa assenza di plastica (32%).

Chiunque negli ultimi tempi avrà notato un’attenzione maggiore a questi attributi nel packaging di qualsiasi tipologia di prodotto. Questo nuovo trend riguarda anche gli articoli venduti negli shop online, dove spesso sono presenti intere sezioni dedicate alla scelta dell’imballaggio per le spedizioni. Risultato? I consumatori si stanno velocemente abituando ed apprezzano questa nuova sensibilità, a tal punto da essere disposti a sradicare abitudini d’acquisto consolidate.

A seguito dello scoppio della pandemia, il 14% degli italiani ha smesso di acquistare da aziende che non utilizzavano confezioni rispettose dell’ambiente, e più della metà ha dichiarato che potrebbe farlo nei prossimi mesi.

Cosa può fare la tua azienda

La soluzione per affrontare questo grande cambiamento è solo una: adeguarsi.

I consumatori sono sempre più attenti ed i player sul mercato aumentano a vista d’occhio, al punto che la concorrenza esula sempre più spesso dal prodotto in sé. A fare la differenza è ciò che gira intorno al prodotto, a partire dal packaging, il primo punto di contatto fisico che il consumatore finale ha con il prodotto che acquista. La presenza nell’imballaggio di caratteristiche non in linea con il messaggio che l’azienda sta cercando di costruire, potrebbe vanificare gli sforzi fatti su altri fronti.

Per il 47% degli italiani, contribuire a definire la sostenibilità del prodotto è la funzione principale dell’imballaggio.

Se sei un produttore di vino che si vanta della sostenibilità del suo metodo di produzione, spedire le bottiglie in scatole imbottite di polistirolo può essere un grave errore, capace di distruggere la credibilità delle iniziative ecologiche intraprese fino a quel momento. Agli occhi del consumatore, è responsabilità dell’azienda trovare alternative efficienti ma che rispettino l’ambiente. Perché sì, esistono, e Nakpack® ne è l’esempio.

Una volta certi che il packaging abbia tutte le caratteristiche elencate in precedenza, il passo successivo è comunicarle al meglio. La diffusione di messaggi legati alla corporate sustainability rappresenta infatti una leva strategica fondamentale, considerando quanto questo aspetto sia determinante nelle scelte di consumo.

Trasmettere l’attenzione che l’azienda riserva alle pratiche di sostenibilità è un processo lento e impegnativo, ma che sul lungo termine ripaga ampiamente, se si riesce ad essere coerenti su tutti i fronti.

D’altronde, i latini lo dicono da tempo: “Gutta cavat lapidem”.

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1 Comment

  • Dario Favaretto Rispondi

    Il packaging come elemento di differenziazione del prodotto, nonchè parte integrante del ciclo produttivo (ed ecosostenibile) del prodotto stesso.
    Fondamentale!

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